Applicazioni

 Impianti solari per acqua calda sanitaria

L'impianto solare per acqua calda sanitaria (ACS) è l'impianto più semplice.
Se l'acqua proveniente dall'impianto solare non è sufficientemente calda per le esigenze dell'utente, la caldaia convenzionale interviene automaticamente per riscaldarla ulteriormente.
In ogni caso, quindi anche in inverno in giornate poco soleggiate, il preriscaldamento dell'acqua tramite pannelli solari, consente un risparmio dovuto al minor tempo di accensione della caldaia o, addirittura, come accade nei mesi primaverili ed estivi, del suo completo spegnimento.
Ricordiamoci che l'acqua calda sanitaria non significa solo doccia o rubinetti del bagno e della cucina.
Nelle case, gli elettrodomestici come lavatrice e lavastoviglie consumano ingenti quantità di acqua calda, riscaldata tramite resistenze elettriche inserite all'interno degli elettrodomestici, con il risultato di notevoli consumi di elettricità, per una applicazione dove l'elettricità non è assolutamente necessaria.
Sarebbe opportuno, quindi, collegare l'impianto solare con elettrodomestici particolari (che già si trovano in commercio) dotati di due attacchi per l'acqua, calda e fredda.

 

Impianti solari per il riscaldamento degli ambienti  

Un impianto di questo tipo, spesso noto come “impianto combinato”, permette di produrre acqua calda sia per uso sanitario sia per il riscaldamento degli ambienti. Esso è composto, generalmente, da un insieme di pannelli solari, una caldaia tradizionale, un boiler per ACS ed un accumulatore. Il sistema è poi regolato da una centralina di smistamento e controllo.
L'impianto di riscaldamento degli ambienti che meglio si sposa con il sistema solare termico è quello a pannelli radianti a pavimento. Tale sistema richiede, infatti, acqua a bassa temperatura (28÷38 °C) e ciò permette:
·    di sfruttare al meglio i pannelli solari, che, a basse temperature, funzionano con efficienza molto elevata;
·    di utilizzare generatori di calore a basso consumo, quali pompe di calore e caldaie a condensazione.

Il principale errore di progettazione nei sistemi di riscaldamento risiede appunto nel vasto uso dei radiatori (termosifoni) che richiedono, per il loro funzionamento, acqua molto calda, con due principali conseguenze negative:
1.    maggiore consumo energetico per riscaldare l’acqua a quella temperatura;
2.    impossibilità di utilizzare generatori di calore efficienti (tra i quali anche gli impianti solari) che operano con basse temperature.

Un’altra caratteristica positiva degli impianti a pannelli radianti è il loro ruolo di volano termico.
Essi permettono, cioè, di conservare il calore, grazie alla loro particolare posizione, che li vede affogati nel blocco pavimento. Ciò consente di avere un ridottissimo raffreddamento dell’abitazione anche dopo diverse ore di spegnimento dell'impianto.
Il sistema a pannelli radianti, inoltre, è estremamente flessibile e può essere facilmente accoppiato a qualsiasi tipo di generatore termico domestico: caldaia a condensazione, pompa di calore, termocamino, caldaia a legna, ecc. 

Riscaldamento piscine

Questo utilizzo è diffuso in tutta Europa, soprattutto per il riscaldamento di alcuni gradi delle piscine scoperte con l'utilizzo di semplici pannelli scoperti.
Si tratta di tubicini in polipropilene, neoprene, PVC di colore nero, posizionati sul tetto o altra superficie esposta al sole, collegati direttamente nel circuito di filtraggio dell'acqua.
La spesa è contenuta ed i vantaggi economici sono considerevoli.
Le piscine coperte invece richiedono il riscaldamento tutto l'anno perciò sono dotate di collettori solari vetrati con uno scambiatore di calore che viene inserito nel sistema di filtraggio dell'acqua.